Anna's profileIl mio cielo stellatoPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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April 30 Volevo metterla mesi fa...Si fa presto a cantare che il tempo sistema le cose si fa un pò meno presto a convincersi che sia così io non so se è proprio amore: faccio ancora confusione so che sei la più brava a non andarsene via forse ti ricordi ero roba tua non va più via l'odore del sesso che hai addosso si attacca qui all'amore che posso che io posso e ci siamo mischiati la pelle le anime le ossa ed appena finito ognuno ha ripreso le sue tu che dentro sei perfetta mentre io mi vado stretto tu che sei così brava a rimanere mania forse ti ricordi sono roba tua non va più via l'odore del sesso che hai addosso si attacca qui all'amore che posso che io posso non va più via l'odore del sesso che hai addosso si attacca qui all'amore che posso che io posso non va più via davvero non va più via nemmeno se... non va più via April 29 I sogni nel cassettoE' da tempo che voglio scrivere dei miei sogni nel cassetto. Mi pare di averne già parlato, ma nel vecchio blog. Chi mi conosce sa che ho alcuni sogni che mi porto dietro dalla tenera età (tralasciando che sognavo di farmi suora... avevo 4 anni!), ossia laurearmi e scrivere. Oggi sogno serenità, salute, un lavoro che mi piaccia, una casa, una famiglia, un marito (che non perda la testa a 50 anni possibilmente), dei figli, degli amici veri, amore. Soldi? Il necessario per vivere; troppi fanno male. Ecco, in merito ai soldi però ho qualcosa da dire. Se mai un giorno mi ritroverò con soldi saprò cosa farne. Niente macchinoni vari, niente case con piscina, niente cose. Il sogno più grande e più bello: aiutare chi ha bisogno. Aiutare veramente. Dare un senso a questa vita. Perché non esistono solo aperitivi, discoteche, feste, vestiti, borse, scarpe*. Voglio andare dove c'è bisogno di aiuto, voglio vedere e stare tra quelle persone, aiutare, portare un sorriso, stringere una mano, portare speranza. Qualcuno la chiamerà utopia. Io dico che in passato si credeva che tante cose fossero utopie. Sarò stupida o forse troppo ottimista, ma io ci voglio credere. A proposito di "aperitivi, discoteche, feste, vestiti, borse, scarpe" mi vengono in mente certe persone e certi discorsi, discorsi che mi hanno fatto tanto tanto arrabbiare negli ultimi tempi, che mi hanno fatto piangere di rabbia non so quante volte. E ringrazio il cielo per avermi dato i genitori che ho, per avermi fatto capire che non ci sono solo "cose", che mi hanno fatto comprendere cose significhi umiltà, sensibilità, aiuto, condivisione, solidarietà, che mi hanno raccontato la vita dei nonni e la loro e mi hanno fatto capire la povertà, la guerra, il sacrificio, la comprensione, il perdono. Ascolto certi discorsi e mi trattengo dall'urlare di rabbia. Perché sono così bravi a farsi dare i soldi dal papi. Alessandra ricorderà il mio sfogo, quando, poco tempo fa, le ho detto in lacrime che questo mondo mi fa schifo, che volevo scappare appena possibile, andare dove posso dare un senso alla mia vita. Ora qualcosa mi trattiene qui. Parole che sono parole, persone che SONO. Ora il mondo non fa così schifo. Ritrovare me stessa Ieri pomeriggio sono uscita con Alessandra. Abbiamo parlato molto, come sempre. Mi ha detto che forse dall'anno prossimo si ferma a Padova. Ha voglia di fuggire, la piccola Ale. Mi ha detto che Thiene le sta stretta, e quando dici così vuol dire che la tua vita ti sta stretta. Mi dispiace, perché non la sento serena, e non so che fare. E' lei che deve capire cosa vuole, non posso essere io a dirlelo. Spero trovi pace molto presto. Abbiamo parlato anche del suo viaggio a Berlino (5 ore di Wagner!) e di me, della mia vita e soprattutto di quello che provo. Solita domanda, insomma: Anna, come stai? E il come stai dell'Ale è un come stai serio, non di quelli che dici perché bisogna dirlo. Eh, Ale mia, sto bene. Sto bene perché sto ritrovando me stessa e non solo, perché sento che pian piano torna fuori l'Anna vera, quella che risponde a dovere quando necessario. Pian piano tolgo la maschera, perché quello che voglio è verità. L'orgoglio, certo, quello è ancora ferito. Perché non ero mai stata mollata, perché mi sono tolta tanti salami dagli occhi. Facevo come le tre scimmiette ignoranti: non vedo, non sento, non parlo. Per il quieto vivere, per paura di uscire da quella vita che amavo, per paura di restare sola. All'inizio parlavo anche, reagivo, dicevo chiaramente quel che pensavo e che non mi stava bene. Poi ho smesso, probabilmente dopo essermi resa conto che le mie erano parole al vento. Troppi ma soffocati. Mi sento una stupida per come mi sono comportata, per essermi coperta di bugie ed è questo quello che mi fa più star male. Il tempo (e non solo) cicatrizzerà le ferite. Ale, te l'ho detto, sto bene. Sto bene perché ho una vita davanti, perché ora ho tempo, perché non ho fretta, perché sto rimettendo ordine e non mi sembra vero. Sto cominciando a riaprire gli occhi, perché ora capisco tante cose. E certe parole insegnano più di mille esperienze. Aveva ragione, ha sempre avuto ragione. Su tutto. E io, come una stupida, mi ero tappata le orecchie, perché la verità pesava come un macigno. Stupida e ingenua, mi sono lasciata imbambolare da frasi gentili, perché è più comodo ascoltare ciò che vuoi sentirti dire. E' ora di darci un taglio, di voltare veramente quella pagina, di smettere di fare il bel visino con persone che prendono per il lato b e basta. Ho sempre detto che non sopporto le persone ipocrite, superficiali e che vogliono solo apparire. E' venuto tempo di farlo sapere a qualcuno. "Into the wild" Venerdì sono andata al cinema con Alessandro a vedere "Into the wild". Avevo visto il trailer, mi era piaciuto molto e Irene me l'aveva consigliato. Il film ha soddisfatto le aspettative. Paesaggi meravigliosi, storia mozzafiato, pensieri indimenticabili. Guardalo e rifletti, tanto, come ho fatto io, come sto facendo io. Perché quello non è solo un film, è storia vera, è verità. "Ho letto da qualche parte che nella
vita quello che conto non è essere forti, ma piuttosto sentirsi forti,
misurarsi, almeno una volta" "Vi è un incanto nei boschi senza sentiero Vi è un'estasi sulla spiaggia solitaria Vi è un asilo dove nessun importuno penetra In riva all'acque del mare profondo E vi è un'armonia nel frangersi delle onde Non amo meno gli uomini ma più la natura" - Lord Byron - "Non l'amore, non i soldi, non la fede, non la fama, non la giustizia... datemi solo la Verità" - Henry David Thoreau - "Se vuoi qualcosa nella vita, allunga la mano e prendila..." "Happiness is real only when shared": la felicità è reale solo se condivisa. A proposito di quell'Henry David Thoreau... un'altra sua frase è molto molto famosa: "Andai nei boschi perché volevo vivere in profondità e succhiare tutto il midollo della vita... per non scoprire in punto di morte di non aver mai vissuto"... ti dice niente? Il prossimo libro che leggerò sarà "Walden" di tale Throeau, non c'è dubbio... Nb:Nell' elenco film basta cliccare su "Into the wild" per collegarsi al sito italiano. Consiglio anche www.intothewild.com, il sito ufficiale, molto bello. April 22 Grazie ragazzi! Maurizio, Dalmy, Basso, Perez, Andi, Cena ed Hervy sono nel mio cuore, radicati e legati ben stretti, protetti e coccolati. Non smetterò mai di dire che sono i ragazzi migliori del mondo e che li amo con tutta me stessa. Incontrarli è stata una delle fortune più grandi che mi sia capitata. Ognuno di loro ha delle caratteristiche che li distingue dagli altri, ognuno è meraviglioso e buono. Presto stamperò le foto in cui ci sono anche loro. Alcune le metterò in camera. Li voglio dare la buonanotte ogni sera. I ragazzi, i migliori del mondo, guai a chi me li tocca o dice il contrario. Se ho riacquistato fiducia negli uomini e nelle persone, in generale, è anche grazie a loro. Grazie per tutto quello che avete fatto e che fate per me... VI VOGLIO UN BENE DELL'ANIMA, RAGAZZI! Non sapete quanto mi mancate... NB: Ho copiato le foto dei ragazzi a Jesolo dal blog di Andi e mi sono fatta un album. Me le sono anche salvate nella chiave e le stamperò al più presto Chi smette di sperareContinuo ad ascoltare Ligabue. La tristezza mi assale quanto i ricordi. Alessandra dice di non pensarci, ma è inevitabile. Non ci ho pensato per tanto tempo, ora è giusto affrontare la cosa, almeno con me stessa. Non va poi così male. I ricordi sono molto felici e mi fanno male solo in quanto passati. Diego mi voleva proporre un concerto di Ligabue. Vorrei tornare ad un suo concerto, ma non senza Hervè. Continuo a sperare che le nostre strade si incontrino ancora. Perché chi smette di sperare inizia un po' a morire. Bruno Ieri sera sono stata da Bruno. Le iniezioni non gli hanno fatto malissimo; è bravissimo, non sente il dolore. Non lo hanno nemmeno fasciato. Oggi pomeriggio, quando torno dall'università, mi fermo di nuovo a sentire se sta bene. Gli ho consigliato di leggere "La solitudine dei numeri primi"; credo che gli piacerà. A me è piaciuto molto. Quando vedo che Bruno sta bene, quando lo vedo sorridere e farmi qualche battuta, sto tanto bene anch'io. Quel ragazzo ha una forza meravigliosa. Mi ha detto che quest'estate vuole fare del volontariato. E' favoloso. April 21 Ricordi? 5 minuti e vado a prendere il treno. Qui a Verona piove e c'è vento... fantastico. Che rabbia, il computer non mi legge la chiave Usb e dentro avevo un pò di cose da pubblicare. Fa niente, vedo se riesco domani. Sperando che non sia successo niente alla chiave se no ho perso tutto, tesi compresa. Una cosa volevo scrivere... "Tu che sei ciò che sei, che non cambierai, promettimi che ci sarà sempre un posto che tieni caldo per me..." Ricordi? Fine settimana Sabato alla fine non sono uscita con Enrico. Non stava bene. Flavio è stato a trovarmi nel pomeriggio (in moto!) e mi ha chiesto di uscire con lui e gli altri ragazzi del coro. Ho risposto di no, ringraziando, e lui non ha insistito, dopo aver capito dai miei occhi che non sarebbe servito. Avevo bisogno di stare da sola. Dopo che Flavio se ne è andato sono andata a fare un giro in bici, approfittando della bella giornata. Appena salita in bici mi sono accorta che avevo un forte bisogno di sfogarmi; sono andata in collina e ho mantenuto una media di 25 km/h... con il vento contro. Ho tirato parecchio, ma ha fatto bene. Domenica mattina sono andata al seggio del comitato di quartiere a fare la segretaria. Il seggio era in sede del duomo così ho conosciuto il nuovo Don. Mi ha chiesto di andare a cantare nel coro del Duomo e mi ha presentato alcuni coristi. Le prove sarebbero il sabato pomeriggio, quindi potrei incastrare sia il S.Vincenzo, sia il Duomo... Ovvio che se anche andrò a cantare al Duomo, i ragazzi del S.Vincenzo avrebbero sempre la precedenza! Domenica pomeriggio sono andata in centro con Bruno; l'ho visto bene, dai. La passeggiata gli ha fatto bene. Ha rivisto anche qualche vecchio amico. Oggi pomeriggio va a Vicenza per delle iniezioni di botulino al braccio, per il movimento delle dita; sua mamma mi ha detto che sono molto dolorose. Povero... Se riesco questa sera vado a trovarlo. Ieri sera non sono uscita. Flavio mi ha chiamata per chiedermi se andavo a mangiare un gelato, ma niente. Mi dispiace rispondere sempre di no, ma non me la sento di uscire. Non sarei di compagnia. Intanto, mi accorgo anche di avere uno strano rapporto con il cibo. Non ho appetito e poi mi ritrovo con un male atroce allo stomaco perché vuoto da troppe ore. E il mio peso continua a diminuire. 53 Kg. Alessandra dice che peso troppo poco. Io mi sento bene. E si sa che ho problemi con la bilancia. April 18 ...E allora me ne andrei via… E allora me ne andrei via Con il vento, silenzioso e quieto, forte, vigoroso, ma dolce la sua carezza, accogliente il suo corpo inesistente, e affascinante la sua libertà. … Fuggirei via con lui, perché è come te, energico e istintivo, fresco e indipendente. … Scapperei lontano, perché mi manchi, perché ti amo
La speranza non svanirà mai
Continuo a scriverti, qui,
sapendo che non leggerai queste parole, nemmeno se fossi a conoscenza
dell’esistenza di questo blog. Ma devo scrivere. Anche Flavio sta
scrivendo molto. Dice che aiuta. L’ho sempre pensato anch’io.
Scrivere mi serve per fissare i pensieri, per comprendermi, per
capirmi. Serve a sfogarmi. E’ da tempo che penso di scriverti,
proprio dandoti del tu, mettendo da parte quella terza persona così
lontana e formale. Eppure le parole non sono mai venute. Quella
lettera non sono mai riuscita a scrivertela. Così ti scrivo
qui, facendo finta che sia tu il destinatario di queste righe.
L’ho scritto più
volte. Ho voglia di stare da sola. Ho voglia di pensare, di
riflettere, di guardarmi intorno, cercando di capire dov’è
finito il mondo e la mia vita. Adoro quelle mattine con la sveglia
alle sei e venti, quando esco di casa prima delle sette assaporando
la solitudine e il silenzio del mattino. Adoro sedermi in treno di
fronte a quel ragazzo di cui non conosco nulla ma che ha la tua
stessa espressione, sorridergli, appoggiare la testa sullo schienale
e lasciare che il mio sguardo si perda in paesaggi lontani. Non cerco
le persone, non cerco compagnia, come se la folla, le parole, le
risate mi soffocassero. Faccio passare i giorni, aspettando il
mercoledì e il venerdì sera, quando cammino fino al
S.Vicenzo, con le solite cuffie alle orecchie. Accetto di uscire a
bere qualcosa, con la consapevolezza che mi aiuta a rimanere
incollata al mondo. Osservo la pioggia insistente di questi giorni,
chiedendomi quando potrò finalmente salire sulla bici e
affaticare i muscoli. Penso agli esami, ormai prossimi. Sfoglio
l’agenda, incastro studio e matrimoni, cercando i giorni in cui
potrò finalmente andare a Porto, staccandomi da queste strade
e da queste persone, fuggendo da un paese di ventimila abitanti.
Forse ha ragione Ligabue, ho voglia di scappare da me stessa. Oppure
ho solo voglia di stare da sola, ascoltando il rumore del mare e
assaporando il suo profumo. Forse ho voglia di ritrovare me stessa,
sperando di ritrovarla a Porto, dove mi sono sempre ritrovata. Perché
Porto è così: mi accoglie, mi ascolta, mi lascia il
tempo e mi offre il silenzio per comprendere, per comprendermi. Porto
mi offre serenità, osserva le mie lacrime con un sorriso, mi
abbraccia ascoltando le mie urla. Porto aiuterà, ma non
basterà, questa volta. Nemmeno il tempo, Lorraine e Tommy
basteranno. Per quanto io sia forte, per quanto io possa sempre
mostrare un sorriso, per quanta energia io possa trovare dentro me
stessa, la ferita rimarrà tale finché non ti avrò
guardato negli occhi, non ti avrò chiesto scusa porgendoti il
mio cuore e non avrò visto i tuoi occhi perdonarmi per il male
che ti ho fatto. La speranza non svanirà mai.
Gli occhi non possono mentireSabato esco con Enrico. Anna, la sua ragazza, è in cielo. Ho voglia di vederlo, di parlargli, di abbracciarlo. La sofferenza di Enrico supera la mia e questo mi è di aiuto. Ci sosteniamo a vicenda. Quando lo sento soffrire gli sussurro parole che in realtà sto dicendo anche a me stessa. La sofferenza è parte della vita. E’ grazie alla sofferenza che riesci a comprendere la gioia. Dopo la tempesta viene sempre il sereno. Il tempo aiuterà. La speranza c’è
sempre. La speranza di tempi migliori, la speranza di ritrovarti,
quasi di poter ricominciare. E se vedrai un sorriso o mi sentirai
indifferente, non fidarti. Guarda i miei occhi e fidati solo di
quelli. Gli occhi non possono mentire.
AbatjourStavo cercando un file e, nel caos della mia chiave Usb, vedo “08 marzo”. Lo apro, pensando a qualche poesia sulle donne, e invece era la tua e-mail. La rileggo, osservando ogni parola. E’ un’altra cosa leggerla ora, quando il mio animo non è più così spaventato e così arrabbiato. “Non ha la maturità”, hai scritto. Vero. Verissimo. Sono immatura, tanto, non ho problemi ad ammettere la verità. E volevo cambiare rotta, hai ragione, hai maledettamente ragione. Avevo bisogno di staccare, per quanto gli voglia ancora bene e per quanto sia stata bene con lui. Ma avevo paura. Avevo paura di ritrovarmi sola. Non sono sola, ma sono spaesata, “persa” come dice qualcuno. Prima avevo una sicurezza in più. Eppure, per quanto io sia disorientata, sento che è giusto così, che questo smarrimento è ciò di cui avevo bisogno. Hai scritto che mi sono aggrappata a quell’sms per chiudere. Credo che anche tu abbia provato (e probabilmente provi ancora) tanta rabbia. Prova allora a capire la rabbia che ho provato dopo aver letto quell’sms, parole che nessuna persona aveva pronunciato prima nei miei confronti. Ultimamente parlo molto con Flavio. Non di te. Io, più che altro, lo ascolto. Ieri sera ci siamo fermati fuori di casa mia e lo ascoltavo mentre mi raccontava della sua ragazza con cui si è mollato poco tempo fa. Mi è servito. Ho capito molte cose, di te. Hai scritto anche che cercavo di convincere la mente. Non lo so se sia così. Più che altro ho cercato di non pensarci. Perché se ci penso sto male. Sono terribilmente brava a deviare la mente verso altri pensieri. Per questo ti ho detto (ricordi?) che io faccio i conti con me stessa e i miei sentimenti dopo molto tempo. Come con il mio ex. Avevo sommerso talmente tanto quel ricordo che nemmeno mi ricordavo più tante cose. Ma prima o poi le cose tornano e bisogna fare i conti con se stessi. E’ venuto il tempo di farlo, poco alla volta. Sto giudicando la mia vita e quanto ho vissuto finora, rendendomi conto che ho sbagliato tanto, delle volte troppo. Qualcuno mi dice che sbagliare è umano o che sbagliando s’impara. Io rispondo sempre che certi errori non bisognerebbe commetterli. Pensavo che il mio errore più grande fosse stato quello di calpestare il mio corpo, due anni fa. Ora mi rendo conto che le mie ferite non sono nulla rispetto a quelle che ho inferto negli altri. L’abatjour di camera mia continua ad avere
problemi. Sembra quasi che riesca a comprendermi.
April 15 Sono andata Sono andata. Venerdì sera ho ascoltato Ligabue, quel cd, dopo 3 mesi che non lo facevo. Ieri ho ripreso quel cd e l'ho ascoltato per un'ora e mezza, tutto il viaggio di ritorno, immergendomi in ricordi, sentendo che gli occhi si riempivano di lacrime, cercando di ricacciarle dentro. Tremo scrivendo quanto sto scrivendo. Ieri pomeriggio mi è arrivata la mazzata. L'ho cercata io. Sapevo che doveva arrivare. Volevo e dovevo sentire quelle parole, per rendermi conto di quanto sia difficile. Me le aspettavo. La speranza, però, è ancora lì, forse addirittura più forte di prima. E' da ieri che mi ripeto che devo andare. Ma ho paura. Sono mesi che ho paura. Perché so che ha ragione, che gli basta una parole per uccidermi. Sì, hai ragione, hai sempre avuto ragione, quando mi ripetevi che ho paura. Paura di sentire parole che sono già stampate nella mia mente, rendermi conto che è quello ciò che pensi, perdere ogni speranza di ritrovarti, di perdonarmi. Va bene così. Odiami e fammi provare dolore, perché è ciò che merito. Sappi che la speranza ci sarà sempre e che l'amore supererà la rabbia e le ferite. Verso il tramonto Sapevo che prima o poi avrei dovuto fare i conti con me stessa, sbattendomi davanti la verità e ciò che sono. Credo sia una delle prove più dure, guardarsi, cercare di capirsi e forse perdonarsi. Ho perso la mia serenità, la fiducia in me stessa. Credevo di essere migliore. Più mi guardo e più mi faccio schifo. So che non posso continuare così. Non posso vivere serenamente con gli altri, se non riesco nemmeno a farlo con me stessa. Per questo ho bisogno di tempo. Per perdonarmi, per ritrovare l'amore in me stessa. Mi accorgo di essere cambiata molto in questo tempo. L'energia, la sicurezza in me stessa, nei miei gesti e nei miei sguardi sono stati sostituiti da un'insicurezza e una timidezza che non ricordavo. Mi accorgo dei miei lunghi silenzi e mi rendo conto che qualcosa non va; sono sempre stata logorroica. La verità è che non ho voglia di parlare; ho voglia e bisogno di stare da sola, di osservare in silenzio. Inizialmente mi sono sentita smarrita nell'osservare la nuova me stessa; ora sto cercando di accettarla. Mi ripeto che il tempo aiuterà, che c'è il sereno dopo la tempesta. Non sono più sicura nemmeno di questo. Sembra che la vita mi scorra via dalle vene; io, che di vita ne ho sempre avuta da vendere. So che devo toccare il fondo, come quella volta, per potermi rialzare più forte.Quel fondo non l'ho ancora toccato. Domenica è stata dura; ieri ho avuto un ulteriore mazzata, delle parole che mi aspettavo, ma che è sempre difficile incassare. E pian piano scendo. La pugnalata più profonda deve ancora darmela, lo so. Arriverà. E allora morirò. Nata sbagliata Domenica, 13 aprile 2008 La forza è sparita, risucchiata da parole troppo sincere, bruciata da ricordi ancora vivi. Il cuore grida, le lacrime scorrono libere, gli occhi si spengono. La ferita è aperta, la testa pervasa dalla follia. I pensieri inondano la mente, incontrandosi in una danza di dolore. Sorrisi, parole e abbracci, dissolti in un istante, annidati nel cuore, desideroso di ribellarsi, di espiare le sue colpe. E grida, lacerato dal dolore. Sa di aver sbagliato. Sa di essere sbagliato. Nata sbagliata, misera e stupida. Ami col cuore, ma abbandoni con indifferenza. Le colpe si accumulano, il dolore è insopportabile. Giustizia fa il suo corso. E ciò che ti meriti. Il dolore ti lacera, le ferite ti consumano. Cuore sbagliato, Ragione inesistente. E mi affanno a cercare Serenità. Devo cambiare. Non voglio più far soffrire. Devo crescere, imparando a capire e rispettare i sentimenti altrui. metto in discussione me stessa, per me e per te. ho paura della solitudine, ma ne ho bisogno. Devo capire, devo capirmi. Non voglio più farmi schifo. April 14 Tranquillità che soffoca Il fine settimana è andato abbastanza bene. Sabato mattina ho cantato al matrimonio di Anna ed è andata molto bene. Il pomeriggio ho studiacchiato e ho telefonato a Tommy; è stato un piacere enorme sentire la sua voce e sentire che sta bene. La sera sono andata a Villa Mascotto, al matrimonio dell'Anna. C'erano due ragazzi che cantavano e suonavano e ci siamo divertiti molto. Flavio è meraviglioso quando si tratta di fare un pò di festa... Guai se non ci fosse! la serata è stata resa meno piacevole da alcune parole di una persona che non si deve permettere nemmeno di proferire parola sull'argomento... Quelle parole e la festa di sabato sera mi hanno turbata un pò, tanto che ieri è stata una giornata un pò particolare. Flavio se n'è accorto perché ieri sera non parlavo. Mi manca. Mi manca soprattutto quando ballo e canto perché mi manca quel suo modo di fare così stupido ma meraviglioso; mi manca la sua esuberanza, il suo riuscire a fare amicizia anche con i sassi. Alessandra dice che è normale, che mi sto rendendo conto solo ora, che mi ci vorrà del tempo. Sì, ho bisogno di tempo. Ho bisogno di tempo anche per capirmi, perché mi accorgo di essere cambiata. 2 anni fa ero estroversa, anche troppo; ero sempre la prima a farmi avanti con le persone, con un'energia invidiabile. Ora mi sento un pò spenta, meno sicura, molto più timida. Qualcuno dice che forse non guasta. Io dico che vorrei risentire quella vita scorrermi nelle vene. Questa tranquillità mi soffoca. Vorrei emozioni forti, ma capisco che non è il tempo ora. Ho bisogno di tempo, di capirmi, di capire, di rasserenarmi. E avrei bisogno di chiarire alcune cose. Quanto vorrei parlargli. RicordiSarà il tempo a dire che
stai benissimo così certi sbagli fanno crescere, non fanno male Pochi giorni e tutto tornerà normale ma non svaniranno mai resteranno sempre i tuoi... Ricordi di un anno momenti che ti lasciano un sorriso ricordi... Le risate tra di noi mille discussioni e istanti di follia No, non svaniranno mai resteranno sempre i tuoi, soltanto tuoi... Ricordi di un anno momenti che lasciano un sorriso ancora in più Ricordi bellissimi Pensieri e sensazioni che ti danno ricordi... Ricordi di un anno momenti che ti lasciano un sorriso ricordi bellissimi pensieri e sensazioni che ti danno ricordi.... Qualcuno una volta ha detto...LAVORA come se non avessi bisogno di soldi. AMA come se nessuno ti abbia mai fatto soffrire. BALLA come se nessuno ti stesse guardando. CANTA come se nessuno ti stesse sentendo. VIVI come se il Paradiso fosse sulla Terra. April 09 Certi errori non dovrebbero mai essere commessi Continuo a pensarci oggi. Non so perché. Forse perché domenica è venuto fuori il discorso e mi ha detto che in me, indubbiamente, resterà la ferita, per sempre. Lo credo anch'io. Sto soffrendo e lo sto facendo privandomi della mia serenità interiore. Non vivo più tranquillamente. Ho sbagliato, troppo. Ora vorrei parlargli, ma ho paura. Ho paura perché lui ha ragione, perché so che ogni suo sguardo e ogni sua parola sarebbero per me pugnalate al cuore. Vorrei chiedergli scusa guardandolo negli occhi, perché vedesse che non sto mentendo quando dico che sto soffrendo. Io non so se possa perdonare. Ma voglio ancora sperare che ci sia una via d'uscita, che io abbia ancora qualche speranza. Perché non ho mai smesso di pensarti, di sperare, di ripetermi che ho sbagliato. Sto cambiando la mia vita, la sto reimpostando, come sto mettendo in discussione l'intera me stessa, come conseguenza di quel mio sbaglio. Sono convinta che tutti sbagliano, che si può imparare dai propri errori, ma certi errori non dovrebbero mai essere commessi. E' anche e soprattutto per questo che voglio restare sola; me lo ha ripetuto tante volte Ale e aveva ragione. Sola e libera nel mio modo che spesso definisco squallido. Questo non mi renderà felice, ma almeno mi eviterà di commettere certi errori. Non smetterò mai di ripeterlo... ti voglio bene. Se non te ne volessi non ci starei così male, credimi. |
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